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Riscaldamento a pavimento

Caratteristiche e funzionamento dell'impianto a riscaldamento a pavimento

Il principio del riscaldamento a pavimento si basa sul scaldare l'ambiente attraverso il calore che emette il pavimento. Scaldare il pavimento è possibile attraverso diverse tecniche e tipologie di impianto tra cui l'acqua e l'elettricità.

RISCALDAMENTO A PAVIMENTO AD ACQUA



Con questa tipologia è possibile scaldare il pavimento e l'ambiente grazie la circolazione di acqua calda a bassa temperatura (in genere tra i 30ºe i 45 °C) in un circuito chiuso posto al di sotto del massetto. Tra la soletta ed il massetto viene inserito un pannello isolante termo-acustico, riscaldamento a pavimentoa base di polistirolo, il quale ha il compito di isolare termicamente ed acusticamente la superficie. Nella parte superiore del pannello sono presenti dei "funghetti" dove al suo interno viene fatto passare il tubo dove al suo interno circola l'acqua che viene scaldata dalla caldaia o tramite altra fonte per il riscaldamento dell'acqua.
Il pannello termo-acustico da utilizzare viene determinato in fase di progettazione in base allo spazio che si ha nell'ambiente, alle esigenze del cliente, alla tipologia di impianto da utilizzare ecc. In base alla scelta del pannello viene scelto anche il tubo da utilizzare per l'impianto. Ci sono molteplici tubi da utilizzare per il riscaldamento a pavimento, tubi che variano in base al materiale e alla dimensione.

LE TUBAZIONI DA UTILIZZARE PER IL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO AD ACQUA



Le tubazioni previste dalla norma per impianti ad acqua, sono di polietilene reticolato (PE-X), polibutilene (PB), polipropilene (PP). Per gli impianti a pannelli radianti non vengono utilizzati i tubi in: rame e acciaio.
Solimante negli impianti di riscaldamento a pavimento vengono utilizzate le tubazione in polietilene reticolato (PE-X), questo perché il tubo si presenta flessibile e leggero per far fronte alle varie curvature durante la posa e questo ne facilita la lavorazione.

Solitamente i tubi possono essere posati in due modi:
- A chiocciola – i tubi di mandata dell'acqua calda dal collettore viaggiano in parallelo con quelli di ritorno dell'acqua " fredda" al collettore
- A serpentina – i tubi di mandata vengono posati a zig-zag fino a ritorno del collettore
Il passo di posa è variabile, perfino all'interno dello stesso locale: il progettista può scegliere di infittire i passi laddove è necessaria una maggiore emissione termica, cioè vicino alle pareti esterne.

UTILIZZANDO IL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO SI RISPARMIA!



Rispetto ai tradizionali corpi scaldanti, cioè i radiatori, il pavimento radiante ha i seguenti vantaggi: Minori costi di esercizio solo sul funzionamento 24h su 24h se paragonato ai tradizionali corpi scaldanti, questo perché è un sistema a bassa temperatura, con tubazioni o conduttori elettrici che lavorano a circa 30-40 °C (nei comuni caloriferi: 60-75 °C). È stato calcolato che un riscaldamento a pavimento consente una diminuzione delle spese energetiche del 30 % rispetto ad un normale e tradizionale riscaldamento.

Utilizzando il sistema di riscaldamento a pavimento l'ambiente si riscalda in maniera uniforme togliendo così al fastidio delle zone calde e zone fredde causate da alcuni impianti con i radiatori. Un altro vantaggio che viene dall'utilizzo dell'impianto a pannelli radianti è quello della riduzione dei batteri e polveri nell'ambiente che solitamente viene causato dall'irraggiamento del sistema di riscaldamento con i radiatori.

IL MASSETTO DEL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO



Lo spessore minimo del massetto per il riscaldamento a pavimento sopra gli elementi dell'impianto deve essere conforme a quanto indicato nella norma UNI EN 1264-4. Nel caso di sollecitazioni ai carichi pesanti, lo spessore minimo deve essere adeguatamente aumentato in relazione ai carichi previsti e al tipo di massetto.
A stagionatura avvenuta (28 giorni per i tipi cementizi, mentre per i premiscelati si seguono le indicazioni del fornitore) deve essere effettuato un ciclo di accensione progressiva dell'impianto in modalità riscaldamento, per verificare la funzionalità dell'impianto oltre che rendere il massetto stabile.
Di norma il ciclo di accensione si esegue mettendo in funzione l'impianto di riscaldamento a pavimento al minimo e aumentando la temperatura di 5 °C al giorno fino al raggiungimento del regime massimo previsto in esercizio.
Mantenuta la temperatura massima per minimo 5 giorni, si procede a ritroso, cioè diminuendola di 5 °C al giorno fino al raggiungimento della temperatura ambiente. Il massetto, sottoposto a questo ciclo, subisce uno shock termico che, frequentemente, provoca la comparsa di fessurazioni che devono essere valutate. Il processo di avviamento del riscaldamento deve essere documentato.



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